SAN SPERATE Paese Museo

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un passo indietro di 40 anni
view post Posted on 4/11/2009, 01:26P_QUOTE
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tirocinante

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 22/11/2009, 20:17


dalle dichiarazioni del vice sindaco apparse sul blog del PD circolo di San Sperate:

Inoltre, aggiungo che i riscoperti "paladini del centro storico" piuttosto che cavalcare l'onda, farebbero meglio, loro ed i loro compagni di merende (ex e non), innanzi tutto a verificare bene la portata delle norme di cui tanto si sparla e, soprattutto, a dare personalmente l'esempio, tutelando il centro storico ed evitando di realizzare serrande metalliche, balconi in aggetto su strutture moderne, portoni metallici basculanti prospicenti sulla viabilità storica etc. ..etc.... azioni che sicuramente non vanno verso il rispetto e la valorizzazione del nostro amato centro storico di cui tanto si riempiono la bocca!!!"

…e la bocca, a proposito, l’ha piena il sindaco, che dà l’esempio. Basti osservare il bel portone installato a casa sua in pieno centro storico nella via decimo, nel pieno rispetto della tradizione vernacolare, per non parlare dell’acciottolato letteralmente sputato a terra con malta cementizia e per giunta orientando i conci non correttamente. Caro vice, accennava a questo sul finire del suo intervento, a questo tipo di esempio? Non solo parla di ciò che non conosce, e dal suo agire il rischio e che neppure le prossime generazioni conoscano il centro storico come si presenta oggi, ma oltretutto si accompagna in giunta con chi razzola malissimo!
Aggiungo che non ci siamo riscoperti paladini del centro storico, ma fin tanto che poco si toccava, questi era in grado di rimarginare da solo le ferite inferte, a volte durissime, sanguinanti, ma sopravviveva e direi anche bene, quasi che meno lo si toccava e meglio si conservava. Oggi sono gli amministratori attuali che si sono riscoperti “urbanisti del centro storico”, interventisti ad ogni costo per lo spasmo di lasciare una traccia del loro passaggio, ma da quanto finora esposto, dal mettere mano ai regolamenti e personalmente progettando e realizzando anche in proprio, hanno dimostrato e dimostrano, se non completa ignoranza della materia, almeno una grande confusione tra zona A e zona B. Si cerca di rendere la prima come la seconda allargando le strade compromesse. Ma questo termine compromesse da dove lo avete tirato fuori? NON ESISTONO STRADE COMPROMESSE IN CENTRO STORICO! Esse sono il risultato di una cultura materiale che DEVE ESSERE CONSERVATA E TUTELATA in quanto ha valore per il semplice fatto di essere così. Dimostrate ignoranza solo nel pensare questo aggettivo. Ma i soldi pubblici, cioè anche i nostri, potevano essere spesi per incaricare un vero urbanista per darvi una mano? Inoltre ritengo che per un amministratore, tra l’altro pure vice sindaco, parlare di “compagni di merende” sia estremamente ridicolo e grave, dimostri perdita di controllo, arroganza, disprezzo per le istituzioni, superficialità e troppa sicurezza nei propri limitatissimi mezzi. Un po’ di umiltà non farebbe male. Vorrei inoltre rivolgere un’altra domanda al vice e alla giunta tutta: ma siete proprio sicuri, parlo come amministratori, di aver sempre rispettato le regole, le norme urbanistiche, quelle di tutela del paesaggio, quelle di salute e igiene, quelle del regolamento edilizio e di non aver mai realizzato opere non in regola durante il vostro mandato, magari su immobili che oggi si trovano sotto gli occhi di tutti e soprattutto in centro storico? Lei la risposta la conosce vero.
 
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view post Posted on 4/11/2009, 22:03P_QUOTE

novellino

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Io non dubito delle buone intenzioni dell'assessore ma francamente questa idea della "volontarietà" per creare degli arretramenti a prescindere dalle zone nelle quali possono essere effettuati, mi pare sbagliata perchè troppo legata alle esigenze, voglie o anche, visti i tempi che corrono, alle appartenenze politiche del cittadino che la propone.
Di sicuro quest'ultimo avrà un interesse anche se legittimo, esclusivamente personale nel proporre tale arretramento nel suo fronte strada. Nulla avrà quest'ultimo a che fare con l'interesse generale.
Inoltre di sicuro in quanto volontari e non obbligatori questi arretramenti potrebbero avvenire a "macchia di leopardo" senza nessun senso organico.
Naturalmente dico questo se è vero che le zone interessate sono veramente ampie come precisa officinevida con la documentazione che offre nel suo sito. Se non fosse cosi sarebbe auspicabile che l'assessore spiegasse esattamente e non a parole ma con dei documenti chiari ed esplicativi quali sono le strade dove tale arretramento si può richiedere ed ottenere e quali no e se veramente questo documento esiste.
Altrimenti mi sfuggirebbe proprio l'utilità che questa norma può portare alla causa della salvaguardia del centro storico, salvaguardia che con l'applicazione di questa norma non mi pare di vedere.
Forza paris
 
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view post Posted on 7/11/2009, 01:22P_QUOTE
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officinevida

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 21/11/2009, 23:09


dalla nuova dichiarazione del vicesindaco

"Il fatto importante, secondo il mio modestissimo parere, è che l'arretramento dal filo stradale era ed è già previsto ed in maniera generalizzata dalle norme vigenti"
Sono solo io che penso che prima era l'ufficio tecnico comunale, e quindi un organo competente, a decidere quali erano i casi di viabilità compromessa o devo restituire la licenza elementare?
Sono solo io che leggo che ora l'arretramento sia incentivato, o non capisco più l'italiano?

"prendiamo atto di questa nuova sensibilità"
Nuova!!!???
Camillo Sitte (1843-1903) concepisce l'idea di spazio urbano storico come negativo dell'architettura, come spazio contenuto tra gli edifici che può essere pensato proprio come se si trattasse di un monumento...
Camillo Sitte non era un personaggio da poco, ha fondato uno strumento di lettura e insieme di costruzione della città che rimane ancora oggi un punto di riferimento imprescindibile e su cui molte leggi di tutela al patrimonio si raffrontano.
Se c'è della gente che passa anni a studiare, dibattere, teorizzare e trasformare in pratica strumenti urbanistici ci sarà un motivo?
Se in centro storico esistono tutta una serie di restrizioni ci sarà un motivo?
Ci sarà un motivo per cui elaborare un piano urbanistico costa?

"L'importante è non disegnare scenari apocalittici laddove questi non esistono e non possono assulatamente verificarsi"
Questa frase è molto simile a quella usata nella prima dichiarazione
"Inoltre, aggiungo che i riscoperti "paladini del centro storico" piuttosto che cavalcare l'onda, farebbero meglio, loro ed i loro compagni di merende (ex e non), innanzi tutto a verificare bene la portata delle norme di cui tanto si sparla..."
Il Vicesindaco non vuole che si parli delle nuove norme urbanistiche, ci deve essere silenzio e assenso.
Sbaglio o stiamo parlando di norme che si rivolgono ad una comunità abbastanza ampia?

Ps.
Continuo a pensare che il Vicesindaco non abbia ancora capito di cosa si sta parlando.




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officinevida
 
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Per corretezza di informazione a seguito di queste ultime dichiarazioni e senza polemica alcuna preciso che:
- in nove anni di mandato abbiamo fatto molto per il centro storico e se in questi anni qualcosa rimane ancora forse un pò di merito lo abbiamo, anche se solo un pochino
- ricordo al vicesindaco che in tutte le progettazioni (bandi POR e progettazione integrata) il centro storico è sempre stato al centro dell'attenzione e riconosciuto importantissimo come valenza storica e culturale
- Il vicesindaco sà bene che abbiamo richiesto e ottenuto finanziamenti per la redazione di un nuovo P.P. e stà imparando a sue spese quante insidie si nascondono nella macchina amministrativa e nelle continue norme che continuamente "ci bombardano". Ora, signor vice, comincia ad avere un pò di esperienza e alcune cose dovrebbe avere cominciato a capirle, non tutto è oro quello che luccica nell'amministrare e che tra il dire e il fare c'è, quasi sempre, di mezzo molto più che il mare....
- nessuno ha mai detto che gli arretramenti in centro storico non sono possibili. La norma viene contestata cosi come proposta dall'attuale maggioranza perchè non chiara, troppo generalizzata. Inoltre è sbagliato in questi contesti lasciare la volontarietà di tale operazione alla volontà del cittadino. Gli arretramenti saranno possibili solo se accuratamente studiati, valutati e da realizzare solo in alcune parti di viabilità dove il primo impianto non si rileva più
- Vorrei infine ricordare a Lei vicesindaco che il nostro atteggiamento è sempre di assoluta colaborazione naturalmente nel rispetto dei ruoli. Il nostro ruolo oggi è quello dell'opposizione, è quello di fare notare in base alla nostra esperienza, fatta di errori e di cose buone , ciò che ci pare non vada nella direzione del mantenimento della nostra identità culturale come stà avvenendo secondo noi in questo caso specifico. Indicare che questa è una strada sbagliata che potrebbe compromettere il nostro centro storico irrimediabilmente è un dovere e mi stupisco come di fronte a questo paventato pericolo non vi venga almeno un dubbio
- infine, sinceramente, dalle vostre dichiarazioni in consiglio ma sopratutto da quelle del sindaco,si capiva che la dignità del centro storico veniva data dalla larghezza delle strade e dalla distanza delle superfici finestrate....eresia pura.
cordiali saluti
Enrico Collu



Edited by Enrico Collu - 13/11/2009, 14:59

Filastrocca impertinente, chi sta zitto non dice niente; chi sta fermo non cammina; chi va lontano non s'avvicina; chi si siede non sta ritto; chi va storto non va dritto; e chi non parte, in verità, in nessun posto arriverà
 
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ARTICOLO MAURA PIBIRI UNIONE SARDA 13/11/2009



Ancora?
Non ci siamo ancora capiti signor vicesindaco

Precisa il vicensindaco
«Si tratta di una facoltà, non di un obbligo arretrare la costruzione degli immobili per far sì che le vie siano più larghe»

E UNA PORCHERIA: MA LO VOGLIAMO CAPIRE O NO CHE SE SI LASCIA LA VOLONTARIETA' AL CITTADINO UNO ARRETRA L'ALTRO NO E VIENE A MANCARE QUELLA CHE E' LA LINEARITA' DELLA VIABILITA' O LA CREAZIONE DI STRANI DENTI O RISEGHE...... :angry:


Vicesindaco: «E non per forza devono raggiungere un'ampiezza di sette metri»

NON E' QUELLO IL PROBLEMA: E POI ALLORA DI QUANTO SI DEVE ARRETRARE ? OGNUNO FA' COME GLI PARE?

Vicesindaco: «L'allargamento delle vie è previsto dove sorgono edifici da demolire e ricostruire, e dove possono nascere nuove costruzioni, cioè lotti liberi. Dunque non applicabile a tutti gli edifici del centro storico. »

TUTTI GLI EDIFICI RICADENTI IN ZONA A3 POSSONO ESSERE DEMOLITI E RICOSTRUITI(E GIA QUI SIAMO ALMENO AL 60% DEGLI EDIFICI), INOLTRE ANCHE QUELLI IN ALTRE ZONE POSSONO ESSERE DEMOLITI (SE IN CONDIZIONI CHE NON NE CONSENTONO IL RECUPERO O PERICOLOSI). QUINDI QUESTE DIVENTANO AREEE LIBERE ANCHE SE IN ZONA A2 E LA NORMA NON PRECISA CHE IN QUELL'AREA NON SI POSSONO FARE ARRETRAMENTI.

Vicesindaco: « Inoltre ne sono esclusi tutti quelli che hanno valenza storico-artistica e anche quelli che hanno il vincolo di portale»

E VOLEVO BEN VEDERE, ALTRIMENTI AVRESTE DOVUTO SOLO NASCONDERVI

Vicesindaco: «Naturalmente esistono regole severe per poter avviare i lavori e ottenere le relative concessioni. «Nel merito entra la Commissione edilizia, consiliare ed entrano gli uffici della Regione»
«Ogni singolo progetto che riguardi le case della zona storica dovrà essere sottoposto al vaglio della commissione edilizia in materia paesaggistico-ambientale, composta anche da un esperto in materia di tutela paesistica», .

LE COMMISSIONI E GLI UFFICI TECNICI APPROVANO QUEL CHE LEGGONO E SE C'è SCRITTO CHE UNO VOLONTARIAMENTE PUO' ARRETRARE BISOGNA CONCENDERGLIELO.
E MICA SI PUO' POI FARE DISCRIMINAZIONI O VALUTAZIONI "AD PERSONAM" NELL'APPROVAZIONE DEI PROGETTI SE LA NORMA PREVEDE CHE SI PUO' ARRETRARE LA COMMISSIONE DEVE APPROVARE
PER QUANTO RIGUARDA LA REGIONE MI AUGURO CHE BOCCI QUESTE NORME ASSURDE

Purtroppo prendo atto che ancora l'assessore difende l'indifendibile

Edited by Enrico Collu - 13/11/2009, 20:27

Filastrocca impertinente, chi sta zitto non dice niente; chi sta fermo non cammina; chi va lontano non s'avvicina; chi si siede non sta ritto; chi va storto non va dritto; e chi non parte, in verità, in nessun posto arriverà
 
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view post Posted on 13/11/2009, 15:32P_QUOTE
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officinevida

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 21/11/2009, 23:09


E' ormai chiaro che il vicesindaco non sa di cosa sta parlando.

In ogni intervento non ha mai dato una motivazione, ha sempre cercato di sminuire la portata della norma. E' quindi chiaro che lui stesso non capisce il motivo per cui l'ha scritta.

Nell'articolo non si è fatto alcun riferimento all'incentivazione per l'allargamento, ma ovviamente questo non gli conviene dirlo.


Nella foto seguente è raffigurata l'attuale configurazione di via E. Marongiu

image

Immaginate come si trasformerebbe con interventi come quello di questa foto.

image


Tra l'altro la norma è diametralmente opposta a quanto presentato dallo stesso Soru in questo intervento che trascende da schieramenti politici.

Edited by officinevida - 13/11/2009, 16:32

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officinevida
 
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view post Posted on 17/11/2009, 23:25P_QUOTE
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La politica del territorio
Pale eoliche, l'Asinara e l'autonomia tradita
Di Giuseppe Marci
Unione Sarda di Martedì 17 novembre 2009

Abbiamo qualche problema con l'ambiente, oggi, in Sardegna. Evidente quello delle pale eoliche che spiccano nel paesaggio ma cominciano ad avere rilievo anche nelle carte della Magistratura. Vanno bene dove sono (o saranno) collocate? Entreranno tutte in funzione o, come sta accadendo in Sicilia, sono destinate solo a produrre finanziamenti pubblici e non energia? E, se tutte dovessero entrare in servizio, dove andrà a finire quella produzione esuberante rispetto alle esigenze dei sardi? È tutto lecito, infine, o sono fondate le voci di possibili infiltrazioni mafiose?
Non sono questioni da poco, né quello dell'eolico è l'unico assalto all'ambiente che vediamo ma non sappiamo fronteggiare. Credo che non bastino le pur necessarie manifestazioni di protesta, le assemblee, i comunicati, la richiesta di intervento del Governo. Tutto a posteriori e con una sostanziale lesione del principio autonomistico determinata anche da noi stessi.
Prendete il caso dell'Asinara. Se ne fa un gran parlare quando qualche bello spirito, come periodicamente accade, propone di ripristinare il carcere di massima sicurezza. Allora ci stracciamo le vesti e gridiamo che quello è ormai un Parco naturale; irreversibilmente. Ma lo è davvero? Voglio dire: lo è nella coscienza di ogni sardo? Se così fosse, nessun ministro della Repubblica potrebbe modificarne il destino. Temo, però, non sia così. I giornali e le televisioni hanno intervistato coloro che in questi dieci anni hanno amministrato il Parco e abbiamo così sentito l'elenco delle opere realizzate: molte ma non sufficienti. Soprattutto ne mancavano alcune che potremmo considerare indispensabili. Ad esempio: in dieci anni si svolgono due cicli della scuola elementare e tre delle medie. È stata data a tutti (tutti) i bambini delle scuole isolane la notizia che l'Asinara appartiene loro, che debbono conoscerla, amarla e difenderla? No? In tal caso ciò che è stato fatto è poco, e per lo più serve a turisti in vacanza, non all'autonomia della Sardegna.
Ma i politici, si sa, hanno una loro logica, diversa da quella corrente nel mondo reale; e altre unità di misura. Al riguardo possiamo fare due esempi. Quello degli amministratori di Siniscola è il primo. Essi giudicano poca cosa cinque/sei ettari di pineta da abbattere e rispondono bruscamente alla popolazione che chiede di non trasformarli in volumetrie edificate. Il secondo viene da San Sperate, che si dice "paese museo" ma intende allargare le strade fino a sette metri, per far transitare meglio le auto. Via della Conciliazione nel paese di Pinuccio Sciola e dei murales! E poi siamo pronti a denunciare l'attentato all'autonomia, quando un analogo scempio lo propone un rappresentante del Governo. Il rituale della politica è salvo, il nostro territorio, invece, rischia di perdersi.

Dall'Unione Sarda di oggi. :cry:

Ci stiamo giocando la credibilità :angry:

Filastrocca impertinente, chi sta zitto non dice niente; chi sta fermo non cammina; chi va lontano non s'avvicina; chi si siede non sta ritto; chi va storto non va dritto; e chi non parte, in verità, in nessun posto arriverà
 
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officinevida

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Bellissimo articolo.
Che dire, spero che Qualcuno la citazione di Via della Conciliazione non la INTERPRETI troppo.
:huh:

Forse bisogna rivedere il titolo del thread, il passo indietro è ben più lungo di 40 anni.

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officinevida
 
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22 replies since 24/10/2009, 19:59
 
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