Dopo il gravissimo incidente avvenuto alla Saras, voglio fare una riflessione affinché il sacrificio di quei poveri operai non vada nel dimenticatoio e si ricominci come se niente fosse accaduto.
Le cause della disgrazia sono note, come sono note le responsabilità, il primo operaio è entrato nel serbatoio senza autorizzazione (colpevole), la sua impresa (colpevole) non l'aveva addestrato; gli altri, per solidarietà, hanno tentato di salvarlo (vittime incolpevoli); Tutti colpevoli di non aver valutato il rischio specifico di quel lavoro.
Quello che si evince da questa vicenda è
la mancanza di una cultura della sicurezza, la mancanza dello Stato (colpevole) che non investe in sicurezza ma obbliga(sic) le aziende a fare formazione.
Le cifre parlano chiaro, circa tre (3) morti al giorno sul lavoro, molti di più invalidi permanenti e feriti gravi con una spesa sociale enorme come una finanziaria.Lo Stato, per arginare il fenomeno inasprisce le pene per chi non rispetta le leggi, né vara delle nuove che complicano e rendono sempre più difficile organizzare il lavoro, con un ulteriore aumento dei costi di produzione e quindi un conseguente aumento del lavoro nero.
Io penso che sia meglio prevenire che curare, che lo Stato si debba fare carico
dell’insegnamento della cultura della sicurezza, a partire dalle scuole elementari (prevenzione incidenti domestici, corrente, gas, prevenzione incendi, sicurezza stradale, videoterminali, ecc.), in questo modo, ponendo a conoscenza i ragazzi dei pericoli più comuni a cui si può andare incontro si comincia ad educare ad eliminare il più possibile le più banali cause di incidenti e invalidità. A partire dalle elementari perché si sa che i bambini imparano meglio dei grandi, io ricordo ancora le poesie delle elementari, mentre quasi non ricordo quelle delle superiori.
A partire dalle medie e fino alle superiori, renderei
obbligatorio lo studio del testo unico sulla sicurezza, legge 81/2008, in modo da immettere sul mercato del lavoro persone già preparate e a conoscenza delle leggi e delle procedure di sicurezza.
Quest’ultimo, attualmente, è compito delle aziende; le grandi aziende riescono a farlo, le piccole aziende, purtroppo, sono molto carenti (i morti
casualmente fanno quasi sempre parte di una piccola azienda), poi c’è il fattore età che non fa pendere la bilancia per un pronto apprendimento.
Quindi la soluzione è quella di
rendere obbligatorio lo studio della sicurezza a partire dalle elementari, lo stato deve investire per preparare i lavoratori del futuro.
I soldi si potrebbero reperire dai fondi degli aiuti alle imprese, le quali si troverebbero sul mercato già lavoratori con una cultura di base molto forte che le avvantaggerebbe (grandi o piccole che siano) nella formazione finale; in più si potrebbe r...
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